LA VALUTAZIONE DELLA FRAZIONE BIODEGRADABILE DEI RIFIUTI: APPROCCI SPERIMENTALI E MODELLISTICI (Milano, 5 e 6 Ottobre 2010)

Milano, 05-10-2010

Codice di riferimento: RIF11

BREVE PRESENTAZIONE E OBIETTIVI DEL CORSO

La possibilità di produzione di energia elettrica “rinnovabile” accanto ad un significativo contributo al problema della gestione e smaltimento dei rifiuti (soprattutto Rifiuti Urbani, ma anche rifiuti industriali non pericolosi), rende l’utilizzo dei Combustibili Solidi Secondari (CSS, di cui il CDR è parte integrale), in combustione o in impianti dedicati, una delle opzioni ambientalmente ed economicamente più promettenti.
L’interesse è legato sostanzialmente al fatto che questi contengono frazioni significative di origine biogenica che possono essere considerati “neutri” nel computo delle emissioni di CO2 in atmosfera. Questi combustibili possono poi essere prodotti a livelli prestazionali (sia ambientali che energetici) di qualità e possono presentarsi come un’alternativa all’utilizzo di combustibili fossili per la produzione di energia elettrica.
Ciò risulta di grande importanza sia riguardo lo schema di “Emission Trading” delle emissioni di CO2 introdotto dalla direttiva 2003/87/CE (le emissioni derivanti da fonti rinnovabili risultano escluse dal computo), sia per la quantificazione della frazione di energia elettrica prodotta da biomasse che, in accordo a quanto stabilito dalla Direttiva 26.03.2009 sulla promozione dell’utilizzo di energia rinnovabile (che rimpiazza le Direttive 2001/77/CE e 2003/30/CE), può essere a tutti gli effetti incentivata, ad esempio tramite il meccanismo dei “certificati verdi” (CV).

In tale contesto e sulla base di quanto disposto dal D.L. 29.12.2003, n.387, il decreto MSE del 24.10.2005 e la legge finanziaria del 2008 hanno assegnato al GSE il compito di procedere alla qualifica degli impianti alimentari da fonti rinnovabili per la qualifica IAFR. Le modifiche introdotte dai commi 1117 e 1118 della L. 27.12.2006, n.296 (“Finanziaria 2007”) avevano nella pratica sospeso (nel caso di produzione di energia elettrica) il riconoscimento degli incentivi previsti per le fonti rinnovabili che venivano, in precedenza, in toto riconosciuti alla combustione dei rifiuti, indipendentemente dal loro contenuto di frazioni rinnovabili. Con il D.M. del 18.1.2008 “Incentivazione della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, ai sensi dell’articolo 2, comma 150, della L. 244 del 24.12.2007 si va ora delineando a livello nazionale un quadro di riferimento che prevede un indirizzo, in linea con la direttiva 2008/26/CE, e limita l’erogazione degli incentivi alla sola energia elettrica riconducibile alla effettiva “rinnovabilità” del rifiuto. Sebbene per alcune tipologie di rifiuto (es. gli RU e il CDR prodotto esclusivamente da RU) il decreto stabilisca, seppur con possibilità di revisione su base triennale, incentivi economici su base forfettaria, questo enfatizza l’esigenza di disporre di strumenti tecnici per un sua misura e verifica, in modo da ottemperare agli obblighi internazionali e sviluppare contestualmente un modello di gestione dei rifiuti ambientalmente sostenibile ed economicamente accettabile.
La qualificazione analitica del contenuto di biomassa è stata demandata dalla CE al CEN (Comitato Europeo di Normalizzazione), unitamente messa a punto di una serie di specifiche tecniche e Norme Europee (EN) per il campionamento, la caratterizzazione e la classificazione del CDR. Alla base di ogni quantificazione analitica vi è però il problema dell’ottenimento di un campione rappresentativo di CDR su cui, dopo un’ulteriore riduzione dimensionale, operare la determinazione analitica dei parametri chimico-fisici di interesse.

E’ proprio su questi aspetti fondamentali che il presente corso vuole fornire adeguate risposte. Le relazioni non intendono essere una mera esposizione delle metodologie sviluppate a livello europeo, ma il resoconto di un lungo percorso a livello normativo, nazionale ed europeo, che ha portato a metodologie condivise e valide, e che è ancora attivo con il preciso scopo di rendere le procedure di valutazione della frazione biodegradabile applicabile in maniera rigorosa ma al tempo stesso economica alle varie tipologie di rifiuti contenenti biomassa. Il corso tratta quindi anche di aspetti fondamentali, anche non ancora consolidati e recepiti nella normativa nazionale, quali la definizione di una quota di incentivazione a forfait per rifiuti difficilmente caratterizzabili (es. rifiuti ospedalieri infettivi), l’applicazione di metodologie di calcolo indiretto della frazione biodegradabile dei rifiuti sulla base di modelli appositamente sviluppati, e la quantificazione della frazione biodegradabile con la tecnica del radiocarbonio applicata direttamente alle emissioni degli impianti.


Download Locandina

Download Locandina

Form di Richiesta Informazioni

* Campi obbligatori

Titolo*

Nome*

Cognome*

Email*

Numero di telefono*

Azienda

Ruolo in azienda

Commenti*

Come ci hai conosciuto?*




Ufficio Centrale CTI
Via Scarlatti 29, 20124 Milano
Tel. +39 02 266.265.1
Fax +39 02 266.265.50
P.IVA 11494010157

Disclaimer / Privacy | Qualità / Requisiti Tecnici
Web Design & Develop by Sis s.r.l.